Il metodo di lavoro

Un approccio strutturato e multidisciplinare pensato per andare oltre il semplice aiuto compiti. Costruiamo insieme un cammino chiaro per sviluppare autonomia, sicurezza e strategie di studio efficaci adatte a ogni profilo di apprendimento.

1. Colloquio iniziale con la famiglia

Il punto di partenza è l'ascolto dei genitori: si raccoglie la storia scolastica, le difficoltà incontrate e le risorse del bambino per creare un'alleanza educativa solida.

2. Lettura della diagnosi e del documento scolastico

Si analizza attentamente la documentazione clinica e il documento predisposto dalla scuola. Per i DSA si tratta del Piano Didattico Personalizzato; per l'ADHD può essere un PDP, un Piano Educativo Individualizzato oppure, quando la scuola non ha formalizzato nulla, si valuta insieme alla famiglia come richiederlo.

3. Conoscenza e definizione degli obiettivi

Attraverso momenti di osservazione diretta, si entra in sintonia con lo studente e si stabiliscono insieme traguardi concreti e misurabili, sia a breve che a lungo termine.

4. Lavoro settimanale

Gli incontri si concentrano sullo svolgimento dei compiti scolastici e - a seconda dell'età e del profilo - si affiancano attività mirate di potenziamento o di costruzione del metodo di studio. 

5. Verifica dei progressi

Ogni tre mesi viene effettuato un colloquio di aggiornamento con i genitori e si fa il punto: cosa è cambiato, quali obiettivi sono stati raggiunti, che cosa va rivisto.

Attenzione agli aspetti emotivi

C'è una parte del lavoro che non riguarda i compiti, e che spesso è la più importante. In quanto psicologa, sono in grado di riconoscere quando le difficoltà emotive superano l'ambito scolastico e richiedono un'attenzione diversa.

In quei casi ne parlo apertamente con la famiglia e se necessario indico il percorso più adatto che può essere all'interno di questo servizio oppure, quando è più corretto, presso altri professionisti

Nei bambini con ADHD questo aspetto è particolarmente delicato. Molti di loro arrivano dopo anni di rimproveri quotidiani a casa, a scuola, a volte dagli stessi compagni e si sono convinti di essere semplicemente bambini difficili. Ricostruire l'idea che le difficoltà dipendono da un funzionamento diverso, e non da un difetto personale, è spesso la prima cosa da fare, prima ancora dei compiti.

In quei casi ne parlo apertamente con la famiglia e se necessario indico il percorso più adatto che può essere all'interno di questo servizio oppure, quando è più corretto, presso altri professionisti. 

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